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Facciamo amicizia con i cristalli.
Siamo in tanti ad essere incantati dalla bellezza dei minerali, dalla loro luce, dalla dolcezza e dalla forza che sono capaci di ispirarci. Molti, dunque, desiderano imparare ad "usarli", ovvero a praticare quella vasta disciplina energetica che è chiamata "cristalloterapia". Il primo passo per entrare nel vivo della pratica è comprenderne il funzionamento; dunque, come agisce un cristallo? Sappiamo che ogni persona è un insieme di dimensioni energetiche e vibratorie diverse, che si compenetrano e si intrecciano: attraverso i chakras assorbiamo l'energia dall'esterno, che poi incanaliamo nei meridiani per destinarla a nutrire ogni settore del nostro corpo; il "linguaggio" parlato dai nostri corpi energetici si può definire VIBRAZIONE. Quando la vibrazione è armoniosa, e la sua frequenza è corretta rispetto alla funzione che deve svolgere, ci troviamo in uno stato di benessere; quando la vibrazione è dissonante, poichè l'individuo vive una situazione difficile, ci troviamo di fronte ad un disequilibrio, o un blocco, od un'altra mancanza di armonia. Anche i cristalli "parlano" attraverso le vibrazioni. Quindi, la loro funzione è di essere interlocutori tra l'individuo e l'energia, come dei tramiti che hanno accesso diretto ai corpi sottili della persona. La loro capacità terapeutica si esplica in due modi: scambio energetico, e focalizzazione.
Lo SCAMBIO ENERGETICO avviene con il sistema dei "vasi comunicanti": l'energia scorre da un punto di maggiore potenziale, verso un punto ove il potenziale è minore.Il percorso è biunivoco, ovvero si svolge in entrambi i sensi, questo significa che, contemporaneamente, un cristallo cede energia e ne assorbe in quantità identica. E' quindi importante lavorare sempre con cristalli energeticamente puliti e ben ricaricati, poichè la qualità dell'energia trasmessa dipende in primo luogo da questo.
La FOCALIZZAZIONE è una delle "virtù" principali dei cristalli: essi infatti riescono a concentrare ed ottimizzare, come farebbe un laser, l'energia del terapeuta, e grazie a questa capacità vibratoria agiscono come guaritori energetici. La pulizia di un cristallo può essere realizzata in diversi modi, il più conosciuto è l'immersione in acqua salata. Ponendo il cristallo in una ciotola di acqua contenente una manciata di sale grosso, nel giro di qualche ora le tossine energetiche accumulate dal cristallo vengono cedute all'acqua, e dunque il cristallo riacquista il suo potenziale originario (naturalmente l'acqua rimasta deve essere buttata via). A seconda dell'uso che viene fatto delle pietre dovremo provvedere con maggiore o minore frequenza alla loro purificazione; alcuni cristalli, tuttavia, non tollerano bene l'immersione nel sale, che li rovinerebbe irrimediabilmente, e tra questi vi sono la calcite, la malachite, l'azzurrite, ed altri ancora. Per queste pietre possiamo ricorrere all'immersione in acqua cui aggiungeremo il Rescue Remedy (fiore di Bach), seguito da una pulizia con olio essenziale di eucalipto, che ha la capacità di purificare ed innalzare il livello energetico (non più di due gocce su un panno morbido di cotone).
Deborah Nappi
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